Sulla Letta via
Napolitano dà l'incarico a Letta che accetta con riserva
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito a Enrico Letta l'incarico di formare il governo. Letta si è riservato di accettare. "Ho accettato con riserva secondo la formula di rito. La sorpresa con cui ho ricevuto la telefonata del presidente Napolitano è pari solo al senso di profonda responsabilità che questo incarico mi fa sentire sulle spalle", ha detto il premier incaricato durante la conferenza stampa al Quirinale. Che ha aggiunto: "Ho accettato l'invito e questa responsabilità che sento forte sulle mie spalle, anche più forte e più pesante della capacità delle mie spalle di reggerla". Cerasa Napolitano, le mosse Pd e tutti gli ostacoli per le larghe intese di Amato - Merlo L’altra luna del Cav. - Cerasa Chi è un lettiano? - Benini Dolori turchi - Leggi Le correnti cattoliche non esistono più. Esiste il Pd. Punto di Enrico Letta
18 AGO 20

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito a Enrico Letta l'incarico di formare il governo. Letta si è riservato di accettare. "Ho accettato con riserva secondo la formula di rito. La sorpresa con cui ho ricevuto la telefonata del presidente Napolitano è pari solo al senso di profonda responsabilità che questo incarico mi fa sentire sulle spalle", ha detto il premier incaricato durante la conferenza stampa al Quirinale. Che ha aggiunto: "Ho accettato l'invito e questa responsabilità che sento forte sulle mie spalle, anche più forte e più pesante della capacità delle mie spalle di reggerla". "Ma – ha aggiunto – con grande determianzione mi mette al lavoro perché penso che il paese abbia bisogno di risposte". Enrico Letta ha intenzione di "utilizzare il più breve tempo possibile", per sciogliere la riserva per formare il governo. "Stiamo vivendo un'emergenza enorme e insopportabile in cui la politica ha perso tutta la sua credibilità. C'è bisogno di risposte immediate. Comincerò nella giornata di domani le consultazioni alla Camera e spero nel più breve tempo possibile di tornare dal presidente della Repubblica a sciogliere la riserva". D'altronde "La situazione è quella che conosciamo. Molto difficile. Questa situazione inedita e fragile non può continuare. Il Paese sta aspettando un governo". "Il lavoro che non c'è - ha continuato Letta –, le imprese che chiudono, la povertà che cresce, i giovani che vanno via dall'Italia. Il primo importante impegno è dare risposte a queste emergenze enormi e insopportabili". Poi l'affermazione del premier incaricato: "Anche se si rivotasse probabilmente l'effetto di blocco sarebbe uguale a quello attuale e non ce lo possiamo permettere". "Discuteremo con tutte le forze politiche, in primis il Pdl, a partire da domani e cercheremo di trovare le soluzioni. Questo governo non nascerà a tutti i costi ma se ce ne saranno le condizioni", ha detto il presidente del Consiglio incaricato rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano delle parole di Angelino Alfano sulla necessità di un governo forte e non di un 'governicchio'. "Mi appello alla responsabilità di tutte le forze politiche in Parlamento. Insisto: tutte le forze. Parlerò con tutte le forze, perché le riforme necessarie e essenziali dovremo farle insieme con la più larga partecipazione possibile". Poi una dichiarazione sui ministri che comporranno il suo goerno: "Il totoministri impazzerà con i nomi più improbabili... Vi dirò tutto se scioglierò la riserva quando tornerò dal presidente Napolitano. Nessun nome ancora".
Letta ha poi rivolto il suo ringraziamento a Matteo Renzi e Giuliano Amato: "sono altri due toscani come me che stimo e di cui mi ritengo amico". "Voglio ringraziarli per le parole che hanno espresso anche in questi minuti – ha aggiunto il premier incaricato –. Voglio confermare che questo rapporto resta e spero possa essere molto utile per individuare le modalità migliori e parlare al Paese e trovare i contenuti giusti perché questo governo sia utile al Paese".
Dopo il discorso ufficiale, il presidente incaricato è intervenuto su Twitter: "Intendo far divenire questo account, che gestirò personalmente, un luogo di informazione e discussione sul Governo che intendo formare".
“Soddisfazione e serenità” sono state le prime parole pronunciate dal Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, dolo l’incarica conferito a Enrico Letta. “Si è aperta la strada alla formazione del governo di cui ha urgente bisogno il Paese”, ha inoltre aggiunto sottolineando come "l'unica prospettiva possibile" sia quella di una "larga convergenza di forze politiche che possano garantire la maggioranza in entrambe le Camere".
Dopo aver ribadito di non aver avuto nessuna pregiudiziale sul nome di Letta e di “aver agito in piena libertà”, Napolitano si è poi rivolto ai media chiedendo di “favorire il massimo di distensione, piuttosto che il rinfocolare di vecchie tensioni” e infine ai partiti ai quali ha ribadito come sia “essenziale in questa fase nella quale ci sono ancora ricadute polemiche di stagioni precedenti, che si affermi un clima di massimo rispetto reciproco tra le forze politiche impegnate a collaborare alle formazione del governo”.
Il Presidente si è detto “pienamente fiducioso” circa il tentativo di Enrico Letta di far nascere il suo primo governo: “pur appartenendo a una generazione giovane – ha aggiunto il capo dello stato - ha già accumulato grande esperienza e ha caratteristiche eccellenti per un compito così delicato”. Adesso, ha poi concluso Napolitano, “è essenziale che si riaffermi un clima di massimo rispetto reciproco tra le forze politiche, riconoscendo il ruolo che ciascuno deve avere”.
Dopo aver ribadito di non aver avuto nessuna pregiudiziale sul nome di Letta e di “aver agito in piena libertà”, Napolitano si è poi rivolto ai media chiedendo di “favorire il massimo di distensione, piuttosto che il rinfocolare di vecchie tensioni” e infine ai partiti ai quali ha ribadito come sia “essenziale in questa fase nella quale ci sono ancora ricadute polemiche di stagioni precedenti, che si affermi un clima di massimo rispetto reciproco tra le forze politiche impegnate a collaborare alle formazione del governo”.
Il Presidente si è detto “pienamente fiducioso” circa il tentativo di Enrico Letta di far nascere il suo primo governo: “pur appartenendo a una generazione giovane – ha aggiunto il capo dello stato - ha già accumulato grande esperienza e ha caratteristiche eccellenti per un compito così delicato”. Adesso, ha poi concluso Napolitano, “è essenziale che si riaffermi un clima di massimo rispetto reciproco tra le forze politiche, riconoscendo il ruolo che ciascuno deve avere”.
Già dalle prime ore del mattino le agenzie avevano riportato l'indiscrezione secondo la quale il vice segretario del Pd avrebbe ricevuto in giornata l'incarico da presidente del Consiglio da Giorgio Napolitano. Nel corso del lungo colloquio avuto ieri al Colle con la delegazione del Pd, guidata dallo stesso Letta, il capo dello Stato avrebbe chiesto un dettagliato resoconto della direzione del partito e delle posizioni delle varie 'anime'. L'obiettivo era capire, dopo che il Pdl aveva espresso preferenza per Giuliano Amato, quale nome avrebbe avuto maggiori garanzie di sostegno all'interno del Partito democratico.
LE REAZIONI DI AMATO, BERSANI E RENZI - "Assolutamente sì''. Ha replicato così Giuliano Amato a chi, al suo arrivo al Vittoriano per l'inaugurazione di una mostra su Niccolò Machiavelli, gli domandava se fosse soddisfatto del nome di Enrico Letta come presidente del Consiglio. Anche il segretario dimissionario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha commentato con grande soddisfazione l'incarico a Enrico Letta. "Bene, benissimo" ha detto il segretario Pd entrando alla sede del partito. "In bocca al lupo e un forte abbraccio a Enrico Letta", è l'augurio arrivato al neopremier via Twitter dal sindaco di Firenze Matteo Renzi.
LA REAZIONE DEL PDL - "Abbiamo la netta impressione che il Pd un governo forte non voglia farlo, ma non possa dirlo", ha osservato il segretario del Pdl Angelino Alfano. "E' desolante – ha proseguito – la lettura, sui giornali di questa mattina, delle dichiarazioni di numerosissimi esponenti del Partito Democratico. Un florilegio di attacchi al Popolo della Libertà, al suo leader e alla storia del nostro partito, unito a organigrammi, nomi, poltrone e cadreghe varie. Il tutto aggravato da una inquietante sudditanza psicologica a una sorta di primato dei tecnici". "Prima ancora di sapere chi sia il presidente incaricato, è bene chiarire – ha avvertito Alfano – al Pd che per noi non ci sarà un nuovo caso Marini, non daremo il sostegno a uno di loro cui loro non daranno un sostegno reale, visibile, con nomi che rendano evidente questo sostegno e con un programma fiscale chiarissimo ed inequivocabile".
"Non intendiamo pagare altri prezzi per la nostra lealtà e ribadiamo – ha concluso il segretario Pdl – che o il governo è forte, politico (con i tecnici abbiamo già dato), duraturo e capace di affrontare la crisi economica oppure, se si tratta di un governicchio qualsiasi, semibalneare, lo faccia chi vuole,
ma noi non ci stiamo".
"Non intendiamo pagare altri prezzi per la nostra lealtà e ribadiamo – ha concluso il segretario Pdl – che o il governo è forte, politico (con i tecnici abbiamo già dato), duraturo e capace di affrontare la crisi economica oppure, se si tratta di un governicchio qualsiasi, semibalneare, lo faccia chi vuole,
ma noi non ci stiamo".
LA STORIA POLITICA DI LETTA - Dal gennaio 1997 al novembre 1998 è stato vicesegretario del Partito popolare italiano. Dal novembre 1998 al dicembre 1999 ministro per le Politiche comunitarie (primo governo D'Alema). Dal gennaio all'aprile del 2000, ministro dell'Industria, Commercio e Artigianato (secondo governo D'Alema), e dall'aprile del 2000 al maggio 2001 ministro dell'Industria, Commercio, Artigianato e ministro del Commercio con l'estero (secondo governo Amato).
Deputato della Repubblica dal maggio 2001, in seguito alle elezioni europee del giugno 2004, nelle quali è stato eletto parlamentare europeo per la circoscrizione del Nord- Est, ha dato le dimissioni dall'incarico di parlamentare nazionale. Al Parlamento europeo si è iscritto al Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa e ha fatto parte della Commissione per i problemi economici e monetari e della Commissione Maghreb. Nella XV Legislatura torna deputato della Repubblica italiana e il 17 maggio 2006 viene nominato sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, incarico che ricopre fino al maggio del 2008.
Nel 2007 si è candidato alla segreteria del neonato Partito democratico ottenendo, con le primarie del 14 ottobre, oltre l'11% dei consensi. Nelle elezioni del 13 e 14 aprile 2008, capolista Pd nella Circoscrizione Lombardia 2, è stato eletto alla Camera dei Deputati. Poche settimane dopo Walter
Veltroni lo ha chiamato a far parte del governo ombra del PD in qualità di responsabile Welfare.
Deputato della Repubblica dal maggio 2001, in seguito alle elezioni europee del giugno 2004, nelle quali è stato eletto parlamentare europeo per la circoscrizione del Nord- Est, ha dato le dimissioni dall'incarico di parlamentare nazionale. Al Parlamento europeo si è iscritto al Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa e ha fatto parte della Commissione per i problemi economici e monetari e della Commissione Maghreb. Nella XV Legislatura torna deputato della Repubblica italiana e il 17 maggio 2006 viene nominato sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, incarico che ricopre fino al maggio del 2008.
Nel 2007 si è candidato alla segreteria del neonato Partito democratico ottenendo, con le primarie del 14 ottobre, oltre l'11% dei consensi. Nelle elezioni del 13 e 14 aprile 2008, capolista Pd nella Circoscrizione Lombardia 2, è stato eletto alla Camera dei Deputati. Poche settimane dopo Walter
Veltroni lo ha chiamato a far parte del governo ombra del PD in qualità di responsabile Welfare.
Cerasa Napolitano, le mosse Pd e tutti gli ostacoli per le larghe intese di Amato - Merlo L’altra luna del Cav. - Cerasa Chi è un lettiano? - Benini Dolori turchi - Leggi Le correnti cattoliche non esistono più. Esiste il Pd. Punto di Enrico Letta